{"id":2295,"date":"2015-11-13T16:31:10","date_gmt":"2015-11-13T15:31:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ukclub.it\/?p=2295"},"modified":"2017-01-10T21:11:47","modified_gmt":"2017-01-10T20:11:47","slug":"la-banalita-del-male","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.ukclub.it\/index.php\/la-banalita-del-male\/","title":{"rendered":"La banalit\u00e0 del male"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>&#8220;Quel che ora penso veramente \u00e8 che il male non \u00e8 mai \u2018radicale\u2019, ma soltanto estremo, e che non possegga n\u00e9 profondit\u00e0 n\u00e9 una dimensione demoniaca. Esso pu\u00f2 invadere e devastare il mondo intero, perch\u00e9 si espande sulla superficie come un fungo. Esso \u2018sfida\u2019 come ho detto, il pensiero, perch\u00e9 il pensiero cerca di raggiungere la profondit\u00e0, di andare alle radici, e nel momento in cui cerca il male, \u00e8 frustrato perch\u00e9 non trova nulla. Questa \u00e8 la sua \u2018banalit\u00e0\u2019. Solo il bene \u00e8 profondo e pu\u00f2 essere radicale\u201d<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Le poche righe citate qui sopra appartengono alla brillante mente della filosofa Hannah Arendt.<br \/>\n\u201cLa banalit\u00e0 del male\u201d, questo \u00e8 il titolo del resoconto del Processo Eichmann tenutosi a Gerusalemme nel 1961, che la scrittrice tedesca, di origine ebraica, pubblic\u00f2 nel 1963 per conto del NewYorker. Cito questo brano, non soltanto per \u201csimpatia\u201d intellettuale rispetto all&#8217;autrice \u2013 fra le pi\u00f9 importanti del Novecento \u2013 ma quanto per il fatto che ritenga pi\u00f9 che opportuno interrogarsi su quanto stia avvenendo nel corso degli ultimi anni.<\/p>\n<p>Il male sfida il pensiero. Il male non \u00e8 mai &#8216;radicale&#8217;, ma soltanto estremo &#8211; poche frasi, semplici, incise e profondissime.<\/p>\n<p>La dinamica con la quale il Male si concretizza, parte dallo STEREOTIPO, passa all&#8217;INSULTO, alla DISCRIMINAZIONE, all&#8217;EMARGINAZIONE e compie il suo brutale ciclo, nello scontro FISICO e nella DIS-UMANIZZAZIONE del \u201cnemico\u201d, del \u201cdiverso\u201d, della zecca, se vogliamo citare un sostantivo fin troppo utilizzato (anche recentissimamente).<\/p>\n<p>Non voglio fare della retorica, n\u00e9 scagliarmi contro nessuno.<br \/>\nVorrei spingere alla riflessione.<br \/>\nLeggo giornali, ascolto radio, tv, mi informo attraverso i canali web e social, e pi\u00f9 passa il tempo, e pi\u00f9 mi rendo conto che questo ciclo brutale del Male si stia, nemmeno troppo lentamente, rinvigorendo.<br \/>\nVedo persone, cittadini per le strade, che scagliano la propria rabbia contro l&#8217;altro in una maniera davvero inconcepibile.<br \/>\nQui non si tratta pi\u00f9 di slogan elettorali, di cori da stadio, o di fenomeni marginali legati a determinati ambienti antagonisti, o rituali ancestrali.<br \/>\nLa \u201cbanalit\u00e0 del male\u201d oggi la si trova ovunque.<\/p>\n<p>La semplicit\u00e0 con la quale si utilizza l&#8217;insulto \u2013 nei confronti della persona e dell&#8217;individuo in quanto essere \u2013 mi ha letteralmente sconcertato e disgustato.<br \/>\nNemmeno pi\u00f9 fa notizia vedere e sentire frasi come \u201cun negro sei uscito dal buco del culo, negro!\u201d, \u201cnegra\u201d, \u201cnegro\u201d, \u201clesbica, fai schifo\u201d, \u201czecca\u201d &#8211; e sono soltanto quelle che vanno per la maggiore.<\/p>\n<p>Soltanto scriverle \u00e8 raccapricciante.<\/p>\n<p>[&#8230;vomito\u2026<br \/>\nDisgusto totale]<\/p>\n<p>Sono crudo. Parole aspre e forti, ma ho il vomito a leggere, udire e pensare che ci si possa spersonalizzare a tal punto da scagliarsi in questa maniera contro qualcuno.<\/p>\n<p>Un tempo provavo compassione.<\/p>\n<p>Oggi no&#8230;<\/p>\n<p>Oggi condanno incondizionatamente questi comportamenti.<br \/>\nLi condanno in quanto essere umano dotato di intelligenza sufficiente per ritenere inaccettabili questi comportamenti.<br \/>\nLi condanno poich\u00e9 ritengo necessaria una RIVOLUZIONE CULTURALE.<br \/>\nLi condanno giacch\u00e9 possiate voi stessi dire \u201cNo! Adesso Basta\u201d, qualora doveste sentire il vostro vicino di casa inveire contro chiss\u00e0 quale \u201cdemone portatore di disgrazie\u201d.<\/p>\n<p>Li condanno perch\u00e9 il male sfida il PENSIERO.<br \/>\nIl libero pensiero. Il pensiero di tutti, che \u00e8 uguale di sua \u201cnatura\u201d, purch\u00e9 non offenda quello di altri.<br \/>\nLi condanno poich\u00e9 convinto che l&#8217;istruzione sia necessaria, oggi pi\u00f9 di ieri, molto probabilmente.<br \/>\nIstruzione, ma soprattutto educazione e rispetto dell&#8217;Altro.<\/p>\n<p>Ci tenevo a scrivere questo post attraverso i nostri canali, non tanto per avere maggiore visibilit\u00e0 e goderne degli apprezzamenti, ma in quanto sia convinto che non si possa fare del bene, se non si ha ben chiaro e delineato quale sia il profilo estetico e culturale del Male.<\/p>\n<p>Il Male \u00e8 questo. Il Male si espande come un fungo sulla superficie terrestre, il Bene lo cerca e non lo trova, poich\u00e9 non mette radici.<\/p>\n<p>La sua Banalit\u00e0 \u00e8 questa.<\/p>\n<p>Lo diceva Hannah Arendt. Lo diciamo noi.<\/p>\n<p>\u201cLe parole sono importanti!\u201d lo sosteneva Nanni Moretti in un suo celebre lungometraggio.<\/p>\n<p>Le parole sono importanti, sono corrosive a volte e disgustano, ma come funghi non troveranno radici alcune\u2026<\/p>\n<p>Noi crediamo nel Bene.<\/p>\n<p>Francesco<br \/>\n!U.k Club<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; &#8220;Quel che ora penso veramente \u00e8 che il male non \u00e8 mai \u2018radicale\u2019, ma soltanto estremo, e che non possegga n\u00e9 profondit\u00e0 n\u00e9 una dimensione demoniaca. Esso pu\u00f2 invadere e devastare il mondo intero, perch\u00e9 si espande sulla superficie come un fungo. 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